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GIULIA PENAZZI: COME SONO FATTI I COSMETICI

INCI


Salve ragazze e ragazzi, oggi vorrei recensirvi un libro che possiedo da qualche tempo e che so che incuriosisce molte di voi, parlo di "COME SONO FATTI I COSMETICI" di Giulia Penazzi.
Giulia Penazzi lavora del mondo cosmetico da ben 15 anni ed è una specialista in Scienza e Tecnologie Cosmetiche. Ha scritto ben quattro libri sulla cosmesi ( La pelle e i cosmetici naturali, la Pelle del bambino, Cosmetici naturali faidate e Cosmesi Anti-age) e produce anche una linea di cosmetici da lei ideata, ovviamente fa anche molto di più, diciamo che queste due righe sono eseplificative, ma per approfondire vi consiglio di visitare il suo sito  www.giuliapenazzi.com (clicca qui)
COME MAI HO DECISO DI ACQUISTARE QUESTO LIBRO? Curiosa ormai da anni di capire molto di più del mondo della cosmesi in generale, sono sempre alla ricerca di testi che siano adatti anche alla lettura di chi, come me, non è invece un'addetta al mestiere, e che provengano da una fonte attendibile (purtroppo internet spesso è un insieme di informazioni la cui attendibilità non è sempre facile da verificare). Questo libro ho scelto di illustrarvelo perché è spiegato in modo semplice e quindi adatto alla lettura di tutti.
Giulia Penazzi non tratta specificatamente di cosmesi ecobiologica e naturale, anzi proprio nella prefazione del libro spiega con chiarezza che uno dei motivi che l'hanno spinta a scrivere questo testo è proprio per dare "uno strumento  base per interpretare in maniera obiettiva un'etichetta, per riconoscere il tipo di prodotto da acquistare, la sua funzionalità e la forma cosmetica nella quale è stato realizzato" e per contrastare un fenomeno sempre più diffuso che lei chiama  "chemofobia" ovvero il timore che la chimica nel cosmetico sia per forza qualcosa di cui avere timore.

Io, come ben sapete, ho cominciato da cinque anni ad usare per la cura della mia pelle e della mia persona solo prodotti ecobiologici e naturali, la mia scelta inizialmente non fu dettata da uno studio approfondito, ma ammetto che avvenne per pura casualità, mi svegliai con una bella allergia all'occhio sinistro dovuta all'uso prolungato di un eyeliner molto costoso e fu solo grazie a questo evento che mi chiesi per la prima volta di cosa fosse composto un cosmetico, immaginerete che appena digitai la parola INCI nei motori di ricerca mi si aprii un mondo intero, e da lì, con molto scetticismo, provai per curiosità il mio primo cosmetico ecobiologico. Specifico che usare un prodotto naturale e\o ecobiologico non significa essere certi di non sviluppare allergia, anzi, ma vi ho raccontato di questo evento semplicemente perché grazie ad esso venni a conoscenza della cosmesi alternativa.

Torniamo a noi, il libro ha un approccio obiettivo, tecnico e scientifico e aiuta alla lettura dei componenti e della formulazione complessiva dei cosmetici.
Alla domanda "meglio il cosmetico naturale o quello chimico" La Penazzi risponde " entrambi, esiste una chimica "buona" amica della pelle, dermoaffine, che addirittura è preferita dal dermatologo all'ingrediente vegetale... Esiste anche la chimica "meno buona" meno dermoaffine e con ingredienti dal profilo tossicologico non ottimale, come accade per certi conservanti che non vorrei più vedere nemmeno nei detersivi" Quindi capirete bene che lei consiglia di valutare sempre caso per caso, senza fare di tutta l'erba un fascio, il suo approccio quindi è quello di aiutarci a distinguere i vari tipi di cosmetici e capire se è ben formulato o meno, poi la scelta se usare un determinato tipo di cosmetico oppure no, rientra sempre ovviamente all'interno di considerazioni personali più ampie, che non per forza valutano solo l'efficacia. Anche i prodotti da lei ideati non sono assolutamente tutti verdi. Altro aspetto che sottolinea e che spesso non viene considerato è la questione "concentrazione" del singolo ingrediente e scrive "per certe sostanze è anche un problema di concentrazioni, come accade per esempio per l'etanolo, o alcol etilico, che a certi dosaggi si è dimostrato avere effetti cancerogeni sui ratti per via orale, ma nessuno avrebbe mai paura di assumere 20 gocce di tintura madre idroalcolica o di un bicchiere di vino al pasto. Ciò è anche per la cosmesi: certe sostanze, che hanno mostrato effetti dannosi ad alti dosaggi, a basse concentrazioni risultano innocue". 


Il LIBRO Si divide in varie sezioni:
- introduzione
-capitolo 1 "i cosmetici e la legge"
-parte prima " FORME COSMETICHE" (SOLUZIONI, TENSIOLITI, GEL, FUSIONI LIPIDICHE ANIDREE, PASTE, LIPOGEL, EMULSIONI, POLVERI)
- Parte seconda " FUNZIONALITA' COSMETICHE" ( PRODOTTI PER LA DETERSIONE, PRODOTTI PER CAPELLI, DEODORANTI, PELLE MISTA-IMPURA E PELLE GRASSA, SCHIARENTI E LEVIGANTI, IDRATANTI E NUTRIENTI, PRODOTTI ANTIAGE, PRODOTTI BABY , PRODOTTI SOLARI, LA COSMESI MASCHILE, PRODOTTI PER IL CORPO)
- APPENDICE ( I CONSERVANTI NEI COSMETICI, SILICONI IN COSMESI"


 CONSIDERAZIONI: La mia recensione premetto è da appassionata e consumatrice di prodotti cosmetici, quindi non posso certo dibattere argomentando sui vari temi trattati, ma vi parlerò esclusivamente della sua funzionalità, ovvero se la sua lettura mi è stata utile oppure no.
E' un libro che io ho apprezzato molto, è scritto in modo chiaro e di facile comprensione, ho letto con molta attenzione la parte relativa alla normativa dei cosmetici, scoprendo, anche con sorpresa, che nonostante ci sia ancora molto da lavorare, in verità  le leggi in campo cosmetico sono piuttosto severe, quello che forse manca è un controllo più mirato e appunto maggiori strumenti per far sì che il consumatore riesca a valutare con più semplicità la composizione di un cosmetico, a partire per esempio dalla nomenclatura che è sempre davvero ostica da leggere e interpretare.
Nell'introduzione, oltre a chiarire quale sarà la linea base con cui ha concepito questo libro, c'è anche una interessante distinzione tra le varie definizioni di cosmetico (come cosmetico funzionale, naturale, biologico, vegano, eco-friendly, cosmetici dermatologici o ipoallergenici, cosmeceutici) e si sa ancora oggi si fa molta confusione quando si parla di prodotto naturale rispetto ad uno ecobiologico o organico.
Altra sezione che mi è stata e mi sarà molto utile è quella della Funzionalità cosmetiche, la Penazzi in modo molto chiaro spiega le differenze e a cosa servono i vari tipi di cosmetici, distinguendo caso per caso quali sostanze sono davvero funzionali per tipo di prodotto, avvalendosi di INCI tipo senza mai indicare marca e nome del cosmetico, ma solo a titolo esemplificativo ( per esempio indica con chiarezza le caratteristiche chimico-cosmetiche dei detergenti, come quelle di un sapone solido, di un bagnoschiuma , un bagno doccia, un doccia shampoo, un gel detergente o un olio detergente, permettendo quindi al consumatore inesperto di capire quale tra questi possa essere più adatto al proprio tipo di pelle, ma anche la differenza più specifica tra i vari prodotti per capelli e quindi quale sostanze deve avere un cosmetico per essere realmente anticaduta o antiforfora, oppure la sezione dei deodoranti e su come agiscono ecc...). Altro argomento trattato in modo molto chiaro ed efficace, sempre della seconda sezione, sono i consigli su come curare i vari tipi di pelle (grassa, secca, mista, sensibile, matura, ecc...) la differenza tra nutrire e idratare, che sembra banale, ma io stessa fino a poco tempo fa li scambiavo come sinonimi, poi la sezione sugli schiarenti e leviganti, i prodotti solari ecc..

Altro capitolo che ho consultato con estremo piacere è sicuramente quello che riguarda i TENSIOLITI ( qui siamo nella prima parte), essendo appassionata dei prodotti per la detersione, essendo la pulizia della pelle uno dei passaggi fondamentali per avere una bella pelle curata, ho trovato molto interessante il paragrafo "come si suddividono i tensioattivi" e quindi oggi riesco con più facilità a distinguere quelli un po' più aggressivi e sgrassanti da quelli più delicati.
Preciso ancora che la Penazzi in questo libro non parla solo di sostanze di derivazione vegetale, ma racchiude in modo sintetico e schematico tutti le sostanze ammesse per l'uso cosmetico,  specificando quando sono vegetali e quando no. Anche nei vari INCI esemplificativi che sono esposti, nella didascalia specificherà per esempio se è un cosmetico ad impronta naturale oppure no, e ribadisco che ad impronta naturale non significa che sia ecobiologico (nella foto sotto vi riporto un esempio di una " Emulsione con impronta naturale per pelli miste", e se guardiamo l''INCI vediamo la presenza di sostanze che non fanno di questo prodotto uno ecobiologico).

CONCLUSIONE: Consiglio questo libro perché lo trovo davvero utile per scegliere in modo più consapevole, l'ho trovato obiettivo e non allarmista, tuttavia se lo avessi letto all'inizio del mio passaggio all'ecobio cosmesi forse mi avrebbe messo molti più dubbi di quelli che ho, perché all'epoca la mia conoscenza sul tema non era al livello di adesso, ma credo che sia giusto approfondire senza seguire un dettame prettamente ideologico, ma la scelta deve essere sempre argomentata e presa con cognizione di causa. Io continuerò ad utilizzare cosmetici ecobiologici e naturali perché dopo cinque anni ho constatato sulla mia pelle dei miglioramenti, perché preferisco un impatto ambientale inferiore e perché ritengo che la chimica verde sia preferibile a quella petrolchimica, ma concordo sul fatto che non basta assolutamente leggere un INCI per valutare se un prodotto è buono o no, non basta che sia tutto verde per ritenerlo automaticamente più efficace o sicuramente ben formulato, non basta che il tensioattivo sia di origine vegetale per dire che è poco aggressivo, ecc... Quindi credo che sia doveroso da parte di tutti noi "meno esperte" a maggior ragione se abbiamo un blog o un canale youtube, tenere un tono moderato e più che insegnare, è bello condividere la nostra esperienza, che come vi ho già detto, per me con l'uso di prodotti "verdi" è stata positiva.
Voglio ancora specificare che un cosmetico ecobiologico o tutto verde non significa che non subisca processi chimici, a parte alcuni unguenti e burri e altre rare eccezioni (penso per esempio ai cosmetici privi di acqua) , tutti i prodotti hanno conservanti, alcuni hanno tensioattivi ecc... La differenza la fa il fatto che un prodotto organico dovrebbe derivare queste sostanze da materie prime vegetali e che quindi ha anche un minor impatto ambientale, ma la chimica c'è eccome (chiedo scusa per l'esemplificazione e per le sicure imprecisioni che ci saranno).






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