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LEBON: DENTIFRICIO MENTA E LIQUIRIZIA



Questo è un post molto impegnativo per me, perché districarsi nella ricerca dei dentifrici con ingredienti "buoni", passatemi per ora il termine poi ci addentreremo insieme nei particolari, è davvero difficile, ma il mercato della cosmesi naturale è diventato un mercato a 360°, e piano piano sto approfondendo e sperimentando tutto ciò che esso propone.

E proprio adesso mi sono resa conto di non aver mai recensito nessun dentifricio, e invece si sa, è uno di quei cosmetici che proprio tutti ne fanno un uso quotidiano, quindi credo che amplierò presto anche questa categoria.

Oggi vi parlerò del DENTIFRICIO MENTA E LIQUIRIZIA di LEBON che mi è stato gentilmente invitato dall'e-store PHYLLA MILANO, in questo negozio, sia fisico che on line, troviamo brands davvero interessanti e la spedizione avviene in tempi rapidissimi, il sito si consulta in modo davvero molto agevole e Antonella e Rosy vi sapranno consigliare nel migliore dei modi.

Torniamo a noi, non è facile districarsi nella comprensione della formulazione di un dentifricio,  non è mai facile in generale, ma in questa tipologia di cosmetico ho notato che la dicitura "FREE FROM" ovvero "privi di..." ricorre ancora più spesso, ed è, si sa, un po' fuorviante, ovvero ti fa concentrare su cosa non è contenuto, invece che su ciò che contiene.

In rete si leggono moltissimi articoli sull'igiene orale in cui vengono elencati gli ingredienti che bisogna evitare in modo categorico, ma è anche vero che approfondendo la ricerca si trovano diverse smentite, ovvero la possibile o meno tossicità dei singoli ingredienti dipende sempre dalla formulazione complessiva, dalla quantità contenuta, e in mancanza di alternative valide e percorribili, siamo costretti a scegliere il meno peggio. E' il caso per esempio del FLUORO e degli Sles|SLS.

I dentifrici proposti da LEBON non contengono:
PARABENI, TRICLOSAN, FLUORO, SACCARINA, COLORANTI, e l'aroma è completamente naturale, ma contiene il SODIUM LAURYL SULFATE, che viene spesso descritto con toni negativi e assoluti, invece il Biodizionario lo classifica con un bollino verde, e approfondendo ho trovato molti articoli ( CLICK ) tra cui, sul sito di SaiCosaTiSpalmi (clicca QUI)  un dialogo tra Barbara Righini  e Fabrizio Zago , chimico industriale e ideatore del Biodizionario , sul confronto tra SLES/SLS  e LA BETAINE, e Zago sostiene che:
Barbara: a livello ambientale, tenendo conto non solo della sostanza finale ma anche del procedimento produttivo, quale delle due è meno impattante?

Fabrizio: Lo sles ha un impatto ambientale dieci volte meno della betaina. Direi sia come tossicità per gli organismi acquatici che come processo di produzione. Però la betaina contiene meno petrolio dello sles e quindi l'uguale classificazione mi sembra bilanciata. Il fatto è che lo sles è stato e continua ad essere demonizzato inutilmente. E' una sostanza facilmente biodegradabile in ambiente aerobico, non si accumula nei fanghi, si degrada benissimo anche in ambiente anaerobico, costa pochissimo e spesso è di derivazione vegetale.
Cosa volere di più?
L'unico difetto che ha è di avere una piccola quota petrolifera e di godere di pessima stampa 

B.: A livello cutaneo immagino che dipenda dall'insieme della formulazione, cioè dall'aggiunta di sostanze che vadano a bilanciare l'aggressività dei tensioattivi (anche la betaina non è delicatissima no?). Dico bene?

F.: Dici bene, senza considerare l'insieme della formulazione non si può dire molto. Ma facciamo così: se la betaina è contemporaneamente allo sles allora è praticamente insostituibile nel senso che abbatte l'agressività sia dello sles che di se stessa in modo evidente. Se la formula non sostiene sles o altri tensioattivi anionici allora la sua azione è vicina al disastro, perché non è proprio delicatissima, anzi.

. VI CONSIGLIO DI LEGGERE L'INTERO ARTICOLO (CLICCA QUI, O QUI, ma anche QUI )

E' comunque indiscutibile che SLES/SLS sono tensioattivi abbastanza aggressivi, quindi in genere cerco di evitarli, perché non sarei da sola in grado di stabilire se nella formulazione complessiva altri ingredienti possano moderare la loro azione sgrassante, ma su un dentifricio, per mio modesto parere, è assolutamente accettabile.

E finalmente veniamo al dettaglio.

I Dentifrici di LEBON (sono presenti in tre aromi differenti) si contraddistinguono per un packaging ultra lussuoso, ora ammetto che su questo genere di prodotto l'unica cosa che ricerco è che la confezione, oltre al fatto che sia ECOSOSTENIBILE E RICICLABILE, come in questo caso,  sia resistente, ma non si può non notare la bellezza dei suoi colori.
Il tappino si apre a scatto, serve un po' di energia, ma non crea nessun problema, anzi è molto resistente. Il prodotto fuoriesce da una piccola fessura funzionale alla suo impiego.
L'INCI: Dicalcium phosphate dihydrate, glycerin, aqua (water), aroma, silica, sodium carboxymethylcellulose, sodium lauryl sulfate, potassium sorbate, sodium benzoate, citric acid, stevia rebaudiana extract, limonene, eugenol, cinnamal, benzyl alcohol.

DICALCIUM PHOSPHATE DIHYDRATE (abrasivo / pulizia orale ), GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente ), AQUA (WATER) (non trovato), AROMA(non trovato)SILICA (abrasivo / aassorbente / opacizzante / viscosizzante ), SODIUM CARBOXYMETHYLCELLULOSE, SODIUM LAURYL SULFATE (denaturante / emulsionante / tensioattivo ), POTASSIUM SORBATE (conservante), SODIUM BENZOATE (preservante),CITRIC ACID(agente tampone / sequestrante ),STEVIA REBAUDIANA EXTRACT(vegetale) LIMONENE(Allergene del profumo),EUGENOL(denaturante ),CINNAMAL(Allergene del profumo),BENZYL ALCOHOL(conservante / solvente ),
A parte le considerazioni fatte sopra, avevo letto che il SODIUM LAURYL SULFATE poteva favorire l'arretramento delle gengive, e invece sempre su Promiseland (clicca QUI) ho letto che è stato smentito, anche se certamente, essendo comunque aggressivo, non è un toccasana

CONSIDERAZIONI

Mi è piaciuto, in primis il sapore, temevo che la menta dominasse completamente quello della liquirizia che amo, e invece no, l'aroma è perfettamente bilanciato e se dapprima si sente più la freschezza della menta, poi lascia un retrogusto di liquirizia piacevolissimo. A contatto con l'acqua genera una schiuma soddisfacente, forse proprio grazie allo SLS, e la bocca dopo il suo utilizzo è fresca e sa di pulito, insomma soddisfa. I denti li lava in modo deciso, tuttavia sul potere sbiancante non ho visto grossi miglioramenti, diciamo che se la sensazione di pulizia è evidente, il mio colore dei denti è rimasto il solito. Ma da tempo sostengo che oltre al dentifricio, ciò che davvero conta è il metodo e lo spazzolino usato, perché l'igene orale necessita di cura e pazienza, a volte invece la fretta ci porta a non dedicare alla pulizia orale i minuti minimi che servirebbero. La TEXTURE è perfetta, non è né troppo liquida né troppo pastosa, si utilizza con estrema facilità, lo specifico perché spesso i dentifrici naturali sono troppo liquidi e quindi scivolano dallo spazzolino rendendo la pratica meno confortevole. Questo dentifricio inoltre contiene silica, che è un abrasivo,  molto diffuso nei dentifrici, ma è giusto specificare che esistono anche formulazioni che ne sono prive, ma se i denti non presentano grossi problemi, io non ho mai notato nessun aspetto negativo, anche se ammetto che in questo periodo sto alternando il classico dentifricio con l'OLIO PER DENTI  e la combo tra i due mi sta dando ottimi risultati..

Concludendo per me è un SI, unico difetto è il prezzo un po' alto, ma è uno dei dentifrici che mi è durato più a lungo, ne basta pochissimo per sentirsi soddisfatte.
Ciao


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